La Legge 236/93 ha come obiettivo quello di regolare il sistema nazionale di formazione continua, sia aziendale sia individuale, qualificandolo come strumento indispensabile per l’acquisizione di competenze, che costituisce un fattore determinante per lo sviluppo e l’innovazione per le imprese e i lavoratori.
La Legge 236/93 sulla formazione continua aziendale
La Legge 236/93, art 9 c.3, finanzia piani di formazione aziendale, territoriale e settoriale presentati dalle aziende in accordo con le parti sociali, con l’obiettivo di favorire i processi di riqualificazione e aggiornamento del personale e di diffondere la prassi della formazione continua, in particolare nelle piccole e medie imprese.
I progetti di formazione possono essere aziendali, pluriaziendali, territoriali o settoriali, e si rivolgono ai soli lavoratori dipendenti delle aziende assoggettate al contributo contro la disoccupazione involontaria (ex L. 160/75).
La Legge 236/93 sulla formazione continua individuale
Oltre ai progetti presentati dalle imprese, la legge 236/93 offre la possibilità di finanziare percorsi di formazione individuale per singoli dipendenti.
Con il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 22.9.2004, la Regione del Veneto, infatti, attraverso l’utilizzo di una quota di risorse destinate alla Regione stessa, ai sensi della Legge 236/93, finanzia progetti di aggiornamento e riqualificazione professionale presentati dai lavoratori e dai disoccupati di lunga durata.
I fondi, destinati a lavoratori dipendenti, autonomi, titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa e disoccupati, permettono di frequentare attività di formazione selezionate attraverso un catalogo appositamente costituito dalla Regione, e nel quale gli Enti di formazione pubblicano la loro offerta formativa.
Ulteriori risorse sono destinate al finanziamento di progetti di alta formazione, quali master universitari e corsi ad elevata specializzazione.
Ai fini della scelta dei percorsi di aggiornamento professionale, è possibile usufruire di un sistema per l’autodiagnosi dei fabbisogni formativi, che suggerisce le aree di competenza su cui intervenire, consultabile nel portale della formazione individuale continua. |